Nel 1959 due accademici britannici, Rex Burch e William Russell, membri della “University Federation of Animal Welfare” pubblicarono un libro destinato a diventare fondamentale per l’evoluzione della sperimentazione animale: “The Principles of Humane Experimental Technique“.

W. M. S. Russell and R. L. Burch
W. M. S. Russell and R. L. Burch

In questo testo i due studiosi presentavano un approccio da seguire per praticare una sperimentazione animale che mettesse d’accordo sia della qualità del dato sperimentale che l’uso consapevole del modello sperimentale utilizzato. Questo approccio, conosciuto come il Principio delle 3R è tutt’oggi quanto mai attuale e dibattuto. In particolare, chi vuole fare ricerca con gli animali dovrebbe inizialmente chiedersi se sia possibile sostituire il modello animale prescelto con modelli che non prevedano l’uso di animali (Replacement); qualora questo non sia possibile il ricercatore deve cercare di ridurre il più possibile il numero di animali utilizzati nel proprio protocollo sperimentale mantenendo lo stesso livello di informazione (Reduction); inoltre lo sperimentatore deve sempre adoperarsi per ridurre il livello di sofferenza imposto agli animali durante le procedure sperimentali migliorando attivamente la qualità della vita dell’animale durante l’intero arco della sua vita (Refinement).

A conferma dell’attualità del principio delle 3R, molti dei recenti testi legislativi emanati dall’Unione Europea (UE), prima fra tutte la Direttiva sulla protezione degli animali (2010/63/EU, ma anche i regolamenti REACH (2006/1907/EC) e CLP (2008/1272/EU), il Regolamento Cosmetico (2009/1223/EU) e il regolamento per le sostanze ad attività biocida (2012/528/EU) contengono un esplicito richiamo all’applicazione delle 3R, in particolare per quanto riguarda i principi di benessere animale e l’uso di metodi alternativi.

In particolare, nella Nuova Direttiva sulla protezione degli animali usati nella sperimentazione scientifica 2010/63/EU, entrata in vigore il 22/09/2010, il riferimento ai metodi alternativi e ai principi di sostituzione, riduzione e perfezionamento è presente lungo tutto il testo della legge; viene espressamente dichiarato che essi devono essere tenuti presente ogni qual volta si attui una nuova procedura scientifica che preveda l’uso di animali (Articoli n.4 e 13). La Direttiva chiede anche agli Stati Membri di farsi specifico carico dello sviluppo e della convalida di approcci alternativi e di attivare tutte le misure che ritengono opportune per incoraggiare la ricerca in questo settore (Articolo n.47).

La Direttiva 2010/63 è stata recepita nel nostro paese attraverso il Decreto Legislativo n. 26 del 4 marzo 2014; anche in questo caso l’importanza di sviluppare, promuovere ed utilizzare approcci alternativi e fortemente espressa e motivata (si vedano in particolare gli articoli n. 13, 18 e 37).